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Anello in argento con vano segreto, poison ring o locker ring anni ‘40-‘50 inciso
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POISON RING O LOCKET RING?
C’è chi li ama e chi non li ha ancora scoperti. E allora vale la pena raccontare perché un anello dovrebbe avere… un vano segreto.
Questa tipologia di gioiello ha origini molto antiche: sotto una pietra, un castone o un piccolo coperchio poteva nascondersi uno scomparto minuscolo, invisibile quando l’anello era chiuso.
Nel tempo questi gioielli sono diventati famosi soprattutto con un nome irresistibile: poison rings, gli “anelli da veleno”.
La loro fama è legata a racconti di corti, intrighi e sostanze nascoste da versare furtivamente in una coppa. Ma qui storia e leggenda finiscono spesso per confondersi.
Perché un piccolo scomparto poteva custodire molto altro.
Una reliquia. Una sostanza profumata. Una ciocca di capelli. Un ricordo minuscolo da tenere letteralmente addosso.
Ed è qui che incontriamo un’altra definizione: locket ring. Potremmo tradurla come “anello medaglione”: lo stesso principio del portaritratto, ma trasferito dal collo al dito.
Il nostro è un piccolo esemplare vintage in argento massiccio punzonato 925. Il coperchio ovale è decorato da un’incisione vegetale stilizzata che circonda un campo centrale lasciato libero per una iniziale; una minuscola cerniera permette di sollevarlo e scoprire il vano nascosto.
È arrivato fino a noi vuoto.
Ed è proprio questo a renderlo ancora più bello: oggi quel piccolo spazio può custodire una fotografia ritagliata su misura, una ciocca, una parola, qualcosa che abbia significato soltanto per chi lo indossa.
Il diametro interno è di 16 mm: una misura piccola, come vi raccontavo nel Reel.
Non sappiamo cosa abbia custodito prima di arrivare fino a noi.
Ma forse gli anelli segreti sono fatti proprio per questo.
Per non raccontare tutto.
