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Anello modernista in argento anni ‘70 ad onda
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UN’ONDA D’ARGENTO.
Negli anni Settanta anche un anello poteva smettere di essere semplicemente un ornamento e diventare una piccola scultura.
Questo anello in argento punzonato appartiene proprio a quella ricerca. Nessuna pietra. Nessuna decorazione aggiunta. Nessuna simmetria perfetta.
È l’argento a fare tutto.
La fascia sale verso la mano e si trasforma in due grandi elementi organici, appiattiti e leggermente concavi, che sembrano rincorrersi senza mai incontrarsi.
Tra loro rimane il vuoto. Ed è proprio quel vuoto a completare la forma.
Guardandolo frontalmente può ricordare un’onda, una colata di metallo, due gocce trascinate in direzioni opposte. Ma cercare una figura precisa significherebbe probabilmente tradirne lo spirito: appartiene a quella gioielleria modernista e brutalista che negli anni Settanta preferiva la materia alla rappresentazione.
Anche la superficie partecipa al disegno.
L’argento non è trasformato in una pelle perfettamente uniforme: conserva leggere irregolarità, tracce e segni superficiali che catturano la luce in maniera diversa a ogni movimento.
È un gioiello volutamente scultoreo.
Indossato occupa una parte importante del dito, ma la struttura aperta impedisce alla forma di diventare pesante visivamente: argento e pelle si alternano, mentre il grande spazio centrale diventa parte dell’anello stesso.
Argento punzonato, di manifattura non italiana.
Diametro interno circa 18 mm. Presenta normali segni superficiali coerenti con l’età e con l’utilizzo, visibili nelle fotografie.
Un anello che non cerca la perfezione geometrica.
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