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Antico messale romano edito 1923 con rametti di bosso
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RIMASTI TRA LE PREGHIERE
Da più di cent’anni qualcuno ha lasciato due piccoli rami tra queste pagine. E sono ancora qui.
Questo antico Missel Romain fu pubblicato a Tours nel 1923 dalla Maison Alfred Mame et Fils, Éditeurs Pontificaux, una delle grandi case francesi specializzate nell’editoria religiosa.
È un piccolo oggetto di devozione privata, ma realizzato con una cura quasi preziosa: legatura in pelle marrone impressa a motivi vegetali e geometrici, titolo MISSEL dorato al dorso, tagli dorati e splendide carte di guardia marmorizzate nei toni dell’ocra, verde e crema.
All’interno, il testo liturgico francese e latino è incorniciato da un ricchissimo apparato figurativo. Compare persino un’Annunciazione tratta da Gaudenzio Ferrari a Varallo Sesia, riprodotta da una fotografia Alinari: un piccolo incontro tra editoria religiosa francese e arte rinascimentale italiana.
Ma la cosa che mi ha emozionata di più non è stata stampata. Tra le pagine sono rimasti due rametti essiccati.
La morfologia delle foglie – piccole, ovali, coriacee e disposte in coppie opposte – è fortemente compatibile con il bosso, Buxus sempervirens.
Ed è qui che il ritrovamento diventa suggestivo. Nella tradizione cattolica francese il buis, il bosso, è uno dei rami utilizzati per la Domenica delle Palme. Dopo la benedizione i fedeli portavano i rami nelle proprie case e li conservavano. Una consuetudine ancora documentata dalla Chiesa cattolica francese.
Qualcuno li raccolse.
Li mise tra queste pagine.
E non tornò mai a riprenderli.
Un secolo dopo sono ancora lì: fragilissimi, immobili, rimasti tra le preghiere.
1923. Francia.
