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Collana con perle in vetro sfaccettato degradé color malva e finitura aurora Borealis
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Ci sono gioielli che hanno un colore. E poi ci sono quelli che sembrano non riuscire a sceglierne uno.
Questa collana, databile tra la seconda metà degli anni ’50 e i primissimi ’60, è composta da perle di vetro sfaccettato in un profondo color malva, graduate fino ai grandi elementi centrali e separate, una ad una, da piccole perline sfaccettate.
Ma è la luce a trasformarla.
Su parte delle superfici compare una finitura iridescente, si chiama Aurora Borealis, e proprio dalla metà degli anni Cinquanta rivoluzionò l’aspetto del cristallo e del vetro da gioiello. Una sottile lavorazione capace di scomporre la luce in riflessi cangianti: blu, turchese, verde, oro e rosa emergono improvvisamente dal fondo ametista a seconda dell’angolazione.
Il nome evocava non a caso l’aurora boreale: un fenomeno luminoso che sembrava racchiuso dentro una pietra.
Qui l’effetto è particolarmente affascinante perché non cancella il colore originario. Il malva rimane protagonista e i bagliori compaiono solo quando la collana si muove, quasi fossero lampi nascosti.
Anche la costruzione racconta la cura riservata alla bigiotteria dell’epoca: una successione ritmica di elementi sfaccettati, progressivamente più grandi verso il centro, conclusa da una caratteristica chiusura a barilotto decorata con la sua autentica patina del tempo.
48 cm di luce che cambia continuamente colore.
