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Fob tool da Chatelaine o da catena da panciotto, fine ‘800, lama Ericsson
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Da lontano sembra un piccolo ciondolo d’altri tempi. Solo quando si sfila il cappuccio scuro e levigato (premendo la sicura!) rivela la sua anima: un minuscolo strumento pieghevole, custodito con cura da chi lo usava ogni giorno. Lo immagino in una bottega nordica della fine dell’Ottocento, a Eskilstuna, la città svedese dove il metallo diventava precisione. Lì la famiglia Ericsson realizzava strumenti tascabili minuscoli, leggeri, perfetti da portare appesi alla catena dell’orologio o alla cintura del grembiule da lavoro. Conserva molto bene la scritta sulla lama. Serviva per quei piccoli gesti quotidiani che oggi chiameremmo semplici, ma che allora erano indispensabili: recidere un filo ribelle, aprire una lettera, perfezionare un dettaglio di stoffa. Gesti che tornavano sempre uguali, finché le mani non acquisivano una memoria propria. La parte scura del cappuccio — ebanite o un materiale simile, dal tocco caldo — scorre ancora con naturalezza. La parte metallica mostra le sue stagioni senza nasconderle. E la scritta ERICSSON – ESKILSTUNA è come un piccolo timbro di autenticità, che racconta esattamente da dove arriva. Un regalo perfetto per un uomo, ma perché no… essendo “animato” anche per una Chatelaine femminile da sarta.
