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Grande spilla art déco in corno tinto scolpita a guisa di cicala
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PRIMA DEL CANTO
Per anni vive sotto terra. Poi emerge. Abbandona ciò che era, raggiunge la luce e comincia a cantare.
Forse è anche per questo che la cicala, molto prima di diventare un semplice motivo ornamentale, ha attraversato la storia come simbolo di trasformazione, rinascita e ritorno alla vita.
Questa grande spilla risale agli anni Venti del Novecento ed è scolpita in materiale naturale attribuibile a corno tinto di un intenso rosso rubino. Ed è proprio la luce a raccontarlo meglio.
Tenuta controluce, la superficie apparentemente uniforme rivela variazioni, velature e profondità interne. Le grandi ali traslucide sono percorse da nervature incise una a una; il corpo, la testa e il torace sono invece costruiti attraverso differenti piani di lavorazione, dando alla cicala una sorprendente tridimensionalità.
Non è la riproduzione naturalistica di un insetto. È la sua trasformazione in forma.
Nel mondo antico la cicala apparteneva alla luce, all’estate e al canto. Nella tradizione greca arrivò a essere legata alla musica e alle Muse; ma la sua stessa esistenza suggeriva un’immagine ancora più potente: quella di una creatura capace di trascorrere una lunga vita invisibile prima di emergere dal terreno e lasciare dietro di sé la propria spoglia.
Una piccola resurrezione naturale. Forse è questo che rende così magnetica questa cicala rossa di un secolo fa.
È immobile. Eppure sembra essere appena emersa.
