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Mortaio da sale, provenienza Puglia, prima metà ‘800 in unico blocco ligneo
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Un tempo il sale non era solo un condimento, ma una moneta di scambio, un dono della terra e del mare, da custodire e lavorare con cura. Nelle case delle regioni mediterranee, dove il sole baciava le pietre e il vento portava con sé il profumo delle erbe selvatiche, le donne si radunavano attorno al fuoco e, con mani esperte e con la pazienza tramandata di generazione in generazione, lavoravano il sale grosso in questi mortai. Questo in particolare, scolpito a mano in un unico blocco di legno antico, era uno degli strumenti che popolavano le cucine e i cortili assolati: esemplari simili sono conservati in diverse collezioni musealindell’arte contadina. Con l’aiuto di una pietra levigata, il sale grosso veniva pestato con gesti lenti e ritmici, spesso mescolato a foglie di timo e rosmarino per insaporire i cibi di una quotidianità semplice, fatta di sapori essenziali e lavoro instancabile. Ogni segno impresso su questa superficie racconta storie di mani callose, di conversazioni sussurrate tra donne che impastavano il pane, sorvegliavano la brace e si scambiavano antiche ricette. Oggi è perfetto e scenico in una cucina antica o in un ambiente agrituristico o ristorativo. Misura 25 cm compreso manico.





