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Piano baby di primo ‘900 in porcellana bisquit
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C’è qualcosa di ipnotico nel modo in cui questa bambina in porcellana bisquit si abbandona al suo sogno silenzioso. Con il gomito puntato e la testolina reclinata sul palmo, sembra ascoltare una musica che solo lei sente: una melodia fatta di ricordi, o forse di attese.
Il volto, dipinto a mano con estrema delicatezza, è un piccolo capolavoro di serenità. Le guance appena arrossate, gli occhi di un azzurro limpido e lo sguardo assorto raccontano un’infanzia sospesa nel tempo. I capelli modellati in morbide onde e l’abitino essenziale evocano quella semplicità elegante che caratterizzava le arti decorative dei primi decenni del Novecento.
Ma perché venivano chiamate “Piano Baby”?
Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, il pianoforte rappresentava uno dei protagonisti del salotto borghese. Sopra di esso veniva spesso steso un raffinato telo ricamato per proteggerlo dalla polvere, mentre piccole figure decorative in porcellana ne impreziosivano l’aspetto.
Queste graziose statuine, quasi sempre raffiguranti bambini in pose spontanee e rilassate, finirono per essere conosciute come “Piano Babies” proprio perché erano destinate ad abitare il pianoforte. In molti casi il loro peso contribuiva anche a mantenere fermo il telo decorativo, ma la loro funzione più importante era un’altra: rendere il pianoforte ancora più elegante e trasformarlo nel cuore della casa, un luogo dedicato alla musica, alla conversazione e alla vita familiare.
Guardandola è facile immaginarla lì, mentre sembra ascoltare un valzer, un notturno o una lezione di pianoforte. È probabilmente questo il motivo per cui queste figure continuano ancora oggi ad affascinare: non rappresentano semplicemente un bambino, ma custodiscono l’atmosfera di un’intera epoca.
Questa è arrivata fino a noi senza la minima frattura, conservando intatta tutta la delicatezza del suo volto e della sua espressione.
📏 Misure come da foto: sta comodamente nel palmo di una mano. 🌸
