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Croce missionaria gesuita, 1800, Francia
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Immagina un villaggio francese della fine dell’inizio del XIX secolo. Le strade sterrate, le case di pietra e legno, il suono delle campane della chiesa che scandisce le giornate. In un piccolo sagrato, un missionario predica la parola di Dio a una folla raccolta attorno a lui. In mano tiene una croce: una storia incisa nel metallo e nel legno, un racconto di sofferenza e redenzione. Al centro c’è la figura di Cristo, il cuore pulsante di questa narrazione scolpita. Sui bracci della croce troviamo:
• Il martello e le pinze serviti per inchiodare e poi rimuovere il corpo dal legno.
• La colonna e il flagello, memorie della flagellazione subita da Cristo
• la lancia di Longino che trafigge il costato e la spugna imbevuta di aceto, ultimo oltraggio al Messia.
• La corona di spine, simbolo del martirio e della regalità spirituale di Cristo.
Ai piedi della croce, il teschio con le ossa incrociate ricorda il Golgota, il “Luogo del Cranio”, dove la croce fu innalzata. Ma c’è anche un pellicano che nutre i suoi piccoli con il proprio sangue: un’immagine potente della carità e dell’amore sacrificale, il parallelo perfetto con Cristo. Poi un serpente che richiama il peccato originale. Ai lati di Cristo, due angeli sembrano accorrere verso il Salvatore. Questa croce veniva portata da sacerdoti itineranti, specialmente gesuiti e vincenziani, per evangelizzare le comunità rurali: era uno strumento pedagogico, ogni simbolo raccontava una parte della storia cristiana a una popolazione che spesso non sapeva leggere. Un pezzo meraviglioso. Dimensioni: cm 20 x 9,5, condizioni discrete, più che giustificate dagli anni.





