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Spilla anni ‘40 in argento massiccio e marcasiti con cabochon nero smaltato
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IL FIOCCO NERO.
Un fiocco dovrebbe essere morbido.
Questo è fatto di geometria.
Siamo indicativamente negli anni Quaranta, quando l’eredità dell’Art Déco non è ancora scomparsa e persino uno dei motivi più romantici della gioielleria può trasformarsi in una piccola architettura.
Questa spilla in argento punzonato 925 misura 5,5 × 2,5 cm.
Due grandi ali perfettamente speculari si aprono ai lati del centro. Ma non imitano davvero le pieghe di un nastro: le traducono.
Cornici angolari, archi concentrici, trafori e successioni regolari di marcasiti trasformano la stoffa immaginaria del fiocco in metallo e luce.
Poi arriva il nero.
Al centro, al posto del nodo, compare un grande elemento ovale bombato, lucidissimo e profondamente scuro. Ceramica o pasta vetrosa smaltata lucida, nera come la notte.
Ed è proprio il contrasto a costruire il gioiello.
Le marcasiti spezzano continuamente la luce in minuscoli bagliori metallici. Il centro nero, invece, sembra assorbirla.
Luce e ombra.
Pieno e vuoto.
Curva e geometria.
Da vicino la costruzione diventa ancora più interessante: le marcasiti seguono i profili esterni e percorrono uno dopo l’altro gli elementi concentrici delle due ali.
Sul retro il gioiello racconta anche la propria età: l’argento conserva una marcata patina del tempo, è presente il punzone 925 e l’ago termina nel suo fermo rotante.
Un gioiello tardo Art Déco nel quale uno dei simboli più femminili perde ogni leziosità.
Rimane il fiocco.
Ma è diventato architettura.
📏 5,5 × 2,5 cm
Argento 925 e marcasiti.
Anni ’40 circa.
