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Spilla dorata con vetri blu a bouquet, secondo dopoguerra
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Ci sono oggetti che non cercano l’eleganza: la portano con sé, come un’abitudine. Due piccole rose dorate si aprono su una struttura sinuosa, quasi un ramo piegato dal vento. Il metallo non è prezioso, ma la luce lo attraversa con una morbidezza calda, mentre il blu intenso delle pietre — profondo come uno zaffiro al crepuscolo — cattura lo sguardo e lo trattiene un istante in più.
È una spilla che racconta il dopoguerra, quando la femminilità tornava a fiorire dopo anni difficili. Non ostentazione, ma grazia. Non ricchezza, ma presenza. Le pietre sono in vetro sfaccettato color zaffiro; una presenta una lieve scheggiatura invisibile indossata. La struttura è in lega dorata con chiusura ad anello semplice, tipica delle produzioni tra anni ’40 e primi ’50.
Misura circa 5 x 3 cm, portabilissima anche come pendente.
