ModernariaMente
Spilla in filigrana di metallo dorato a guisa di pizzo con cabochon centrale blu
Impossibile caricare la disponibilità di ritiro
Un pizzo d’oro antico. E, nel mezzo, il blu.
È questo contrasto a rendere magnetica questa grande spilla del primo Novecento. Da una parte c’è il metallo: dorato, caldo, segnato dal tempo da una patina che ne ha attenuato la brillantezza originaria trasformandola in qualcosa di più profondo. Oro, bronzo, piccole ombre scure si alternano sulla superficie e permettono alla lavorazione di emergere in tutta la sua complessità.
Dall’altra c’è il blu. Compatto, intenso, quasi elettrico. Un grande cabochon a guisa di lapis, attraversato da variazioni di colore e minuscole screziature dorate, domina il centro della composizione e interrompe improvvisamente la trama delicata che lo circonda.
Ma guardate proprio quella trama. Il metallo sembra aver dimenticato la propria rigidità.
Si avvolge, si arriccia, disegna spirali e piccoli fiori. Sottili elementi ritorti costruiscono una superficie traforata nella quale il vuoto conta quanto il pieno, mentre due grandi motivi fogliati si aprono simmetricamente intorno al cabochon. Il risultato ricorda qualcosa che appartiene a un materiale completamente diverso: un merletto.
Un pizzo costruito nel metallo.
È proprio questo gioco a rendere la spilla così scenografica nonostante la leggerezza della struttura: il grande rettangolo traforato quasi scompare sull’abito, mentre rimangono sospesi il disegno dorato e quel punto di blu profondissimo al centro.
La manifattura non è firmata né punzonata. La costruzione e il linguaggio ornamentale suggeriscono una possibile provenienza dall’Europa centrale o orientale, probabilmente nel primo terzo del Novecento.
Il metallo, verosimilmente una lega a base di rame o ottone, conserva la sua finitura dorata insieme a una bellissima patina e a piccoli segni del tempo. Il materiale del cabochon è o pasta vitrea o ceramica a guisa di lapis. Splendida anche come broche de cou.
📏 73 × 31 mm
