ModernariaMente
Vesta case con giglio e aquila coronata bicipite, impero Austro-Ungarico ca primi ‘900
Impossibile caricare la disponibilità di ritiro
C’è qualcosa di curioso nei piccoli oggetti da tasca: sembrano minuscoli, ma spesso portano addosso un mondo intero.
Questo vesta case, grande appena cinque centimetri, è interamente rivestito da una trama di gigli araldici. Non sono semplici decorazioni: per secoli il giglio è stato il segno della nobiltà europea, il simbolo delle monarchie e delle corti, un emblema che parlava di fedeltà, potere e legittimità.
In mezzo a questo campo di gigli emerge un’aquila bicipite coronata. Due teste rivolte in direzioni opposte, come a sorvegliare contemporaneamente due orizzonti. È uno dei simboli più antichi dell’Europa imperiale: nato a Bisanzio, adottato dagli imperi e dagli stemmi che volevano raccontare l’idea di un potere che guarda a Oriente e Occidente insieme.
Sul petto dell’aquila compare una croce. Un dettaglio piccolo ma importante: per secoli è stato il segno di un’autorità che si dichiarava protetta – o legittimata – dalla fede.
E poi c’è la funzione quotidiana: questo oggetto era un vesta case, un piccolo porta-fiammiferi da tasca. Veniva portato nel panciotto o nel cappotto, aperto con un gesto rapido per accendere una candela, una lampada, una sigaretta.
È curioso pensare che un oggetto pensato per un gesto così ordinario sia stato decorato con un linguaggio così solenne. Gigli, aquile imperiali, corone… come se anche il più piccolo oggetto potesse raccontare una storia più grande.
Forse è proprio questo il fascino dei vesta case antichi: stanno nel palmo della mano, ma ci parlando con grande nobiltà.
