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Antico plumier astuccio da scolaro i Gustave, primo ‘900 con utensili e porta pennino in osso
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Non è un astuccio. È un nome che ha resistito al tempo.
Gustave lo aveva scritto ovunque, come fanno i ragazzi quando vogliono essere sicuri di non sparire: all’interno del coperchio, tra le scanalature del legno, accanto ai segni di matita e alle macchie di inchiostro. Non era distrazione. Era bisogno di lasciare traccia.
Lo immagino seduto a un banco di legno, in una piccola scuola della provincia francese, forse nei primi anni del Novecento. La luce entrava da finestre alte, polverose, e si posava proprio lì, sul suo plumier. Aprirlo era quasi un rito: ogni strumento al suo posto, il compasso, i pastelli, il pennino con l’impugnatura liscia, consumata dalle dita.
Quell’impugnatura, oggi leggermente segnata, racconta più di quanto sembri. Non è plastica. È osso, lavorato e modellato per accompagnare la mano. E quella mano — la sua — deve aver disegnato, scritto, corretto, riprovato.
Forse Gustave non era il migliore della classe. Forse faceva fatica con le linee dritte. Ma ci teneva. Questo sì.
Le tracce di colore, i segni irregolari, le scritte sovrapposte… non sono disordine. Sono tentativi. E poi, a un certo punto, tutto si è fermato. Il plumier è stato chiuso per l’ultima volta.
Oggi riaprirlo è un gesto semplice. Ma dentro, senza far rumore, qualcuno torna. E viene spontaneo chiedersi: che sogni faceva Gustave?
* Epoca: fine XIX – inizi XX secolo (circa 1890–1915)
* Provenienza: area francofona
* Materiali: legno, metallo, osso
* Contenuto:
* compasso
* porta-pennino con impugnatura in osso
* pennini di ricambio
* pastelli colorati
* Dimensioni:
* lunghezza: 22 cm
* larghezza: 6,3 cm
* altezza: 3,2 cm
