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Collana architettonica a tre fili di perle di vetro sfaccettato rosa, rosso granato e trasparente
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IL GIOIELLO COME ARCHITETTURA.
Rosa pesca, rosso granato e cristallo trasparente: tre sequenze di perle sfaccettate corrono lungo tutta la collana, incontrando a intervalli regolari una quarta presenza.
Il nero.
Ogni sfera nera diventa un punto di snodo: i tre fili vi convergono, si separano e cambiano posizione, costruendo una successione di piccoli archi.
Non sono quindi tre fili semplicemente affiancati.
Si intrecciano.
Ed è proprio questa costruzione a dare alla collana una sorprendente tridimensionalità: osservata lateralmente, la superficie sembra quasi ruotare su se stessa.
Una vera e propria architettura di vetro, nella quale anche il colore partecipa al ritmo.
Il rosa addolcisce il granato profondo, il cristallo cattura la luce e il nero interrompe regolarmente la sequenza, sottolineandone ogni passaggio.
La collochiamo tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, probabilmente nella prima metà degli anni Sessanta.
È lunga 72 cm ed è costruita su tre fili di nylon trasparente. Indossata raggiunge la parte alta del décolleté, appena sopra il seno, dove la struttura intrecciata può distendersi e mostrare pienamente il proprio volume.
Anche la chiusura conserva una piccola traccia della sua storia.
I terminali sono in metallo ma il moschettone originale è stato sostituito in passato con un piccolo moschettone dorato d’epoca, marcato PATENTED e accompagnato da un codice.
Una sostituzione che non nascondiamo: appartiene ormai alla biografia dell’oggetto.
Perché questa collana non vive soltanto nei suoi quattro colori.
Vive soprattutto nel modo in cui tre fili riescono continuamente a diventare uno.
