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Collana collier perle di Jade Glass degradé anni ‘40 con chiusura a barilotto
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Ci sono vetri che non hanno mai voluto sembrare semplicemente vetro.
Negli anni ’40 il verde della giada apparteneva già a un immaginario preciso: Oriente, pietre levigate, superfici fredde e luminose. La bigiotteria ne raccolse il fascino traducendolo in un materiale capace di giocare meravigliosamente con la luce: il jade glass.
Questa collana ne è un bellissimo esempio.
Le perle in vetro opalino verde sono disposte in un importante degradé: piccole e quasi sferiche verso la chiusura, diventano progressivamente più grandi fino agli elementi centrali, leggermente schiacciati e pieni di presenza.
Ma bisogna avvicinarsi.
Dentro il verde apparentemente uniforme compaiono nuvole, onde, striature lattiginose. In controluce diventano ancora più evidenti: il vetro si lascia attraversare e mostra quelle variazioni interne che gli permettono di evocare la profondità di una pietra.
Ogni perla è separata dalla successiva da un nodo realizzato a mano. Un particolare costruttivo che non serve soltanto all’estetica: protegge gli elementi impedendo loro di urtarsi direttamente e racconta un modo di realizzare la bigiotteria molto diverso da quello della produzione contemporanea.
Anche il filo porta visibilmente il proprio tempo.
La chiusura è un piccolo barilotto metallico a vite, decorato e oggi segnato da una bella patina: non l’abbiamo lucidata perché fa parte della storia dell’oggetto.
La collana misura 38 cm ed è quindi volutamente corta. Indossata, rimane vicina alla base del collo mentre il degradé concentra il volume nella parte centrale.
Jade glass: vetro creato per inseguire la luce e l’immaginario di una pietra preziosa.
Anni ’40 circa.
Un piccolo inganno ottico diventato, ottant’anni dopo, una bellezza tutta sua.
