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Coppia stampi alpini per burro ottocenteschi

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Questi stampi in legno rappresentano un perfetto esempio dell’artigianato rurale ottocentesco delle regioni alpine piemontesi. Oggetti come questi erano parte integrante della vita quotidiana nelle comunità montane, dove la produzione casearia, legata alle tradizioni pastorali, aveva un ruolo centrale nell’economia locale e nella cultura materiale. Il loro simbolismo è carico di significati: la croce, elemento decorativo predominante in uno degli stampi, non era solo un simbolo di fede cristiana, ma anche una sorta di protezione spirituale. Nelle culture alpine, la croce era usata per benedire e proteggere gli alimenti, garantendo la prosperità della famiglia e scongiurando cattive influenze. Decorare il burro con la croce significava anche attribuire sacralità al cibo, considerato un dono divino. I dettagli floreali intorno alla croce richiamano la natura rigogliosa e la fertilità della terra. Questi simboli erano comunemente associati ai cicli stagionali e alla speranza di abbondanti raccolti e produzione. La loro presenza sugli stampi per burro sottolineava il rispetto e la celebrazione della natura, elemento vitale nelle comunità alpine. Le iniziali sul manico rappresentano il proprietario dello stampo. Questi stampi per burro non erano strumenti comuni; venivano utilizzati per occasioni speciali, come feste religiose o fiere locali, dove il burro decorato diventava sia un’offerta che un segno distintivo. Questo rituale trasformava il burro, un alimento quotidiano, in un oggetto con una valenza simbolica, quasi sacrale. In un contesto alpino, questi stampi erano anche un segno di appartenenza culturale e sociale. Le famiglie potevano tramandare oggetti simili di generazione in generazione, valorizzandoli come simboli di identità e continuità. Dimensioni 33 x 17 cm la placca grande, lunghezza 28 l’altra.