ModernariaMente
Needle case antici porta aghi argento Egittizzante déco fine anni ‘20
Couldn't load pickup availability
L’EGITTO IN TASCA
Ci sono oggetti che raccontano perfettamente quanto il fascino dell’Antico Egitto abbia attraversato epoche, mode e continenti.
Questo è un piccolo porta aghi in argento massiccio, costruito in due elementi e interamente lavorato a rilievo.
La parte superiore è quella che cattura immediatamente lo sguardo: un volto femminile frontale, ieratico, incorniciato da un copricapo che richiama l’iconografia faraonica. Non si tratta naturalmente di un oggetto egizio, ma di un raffinato esempio di quel gusto Egyptian Revival, o egittizzante, che tra Otto e Novecento tradusse l’immaginario dell’antico Egitto negli oggetti della vita occidentale.
Sul corpo, lunghe scanalature verticali accompagnano una composizione vegetale fortemente stilizzata: quasi un piccolo papiro che cresce lungo l’argento.
Ed è proprio questo contrasto a renderlo affascinante.
Un linguaggio monumentale, quello dei templi e dei faraoni, applicato a qualcosa di minuscolo e quotidiano: custodire gli aghi.
La parte superiore si sfila e rivela il vano interno. L’argento conserva i piccoli segni e le irregolarità superficiali del tempo, mentre sul metallo è presente anche il punzone.
Lo collochiamo nell’ambito della lunga fortuna occidentale dell’Egyptian Revival, particolarmente intensa dopo la scoperta della tomba di Tutankhamon nel 1922: fine anni ‘20.
Un piccolo oggetto d’uso trasformato in qualcosa che sembra quasi rituale.
Ed è forse questa la cosa più bella: un ago poteva essere custodito sotto lo sguardo di un faraone.
