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Pendente ciondolo gioiello argento dorato con smalto policromi e giada, stile Uova di Fabergé
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PRIMA DI FABERGÉ C’ERA L’UOVO.
Quando pensiamo a un uovo prezioso russo, il nome che viene subito in mente è Fabergé.
Ma Fabergé non inventò il simbolo. Fece qualcosa di ancora più affascinante: prese una forma che in Russia possedeva già un significato profondissimo e la trasformò in meraviglia.
Nella tradizione cristiana ortodossa l’uovo era legato alla Pasqua, alla Resurrezione e alla vita che ricomincia. Da secoli le uova venivano decorate e donate per celebrare la rinascita: un oggetto semplicissimo capace di racchiudere un’idea immensa.
Poi arrivò la corte imperiale.
Nel 1885 lo zar Alessandro III commissionò a Peter Carl Fabergé un uovo pasquale per la moglie Maria Feodorovna. All’esterno era bianco, quasi come un vero uovo. Ma si apriva: all’interno nascondeva un tuorlo d’oro e, dentro ancora, una piccola gallina.
L’antico dono pasquale era diventato un objet précieux.
Nacque così la tradizione delle celebri uova imperiali, sempre più elaborate.
Ma la storia non appartiene soltanto ai capolavori oggi conservati nei musei.
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, in Russia furono realizzate anche minuscole uova da indossare come pendenti. Le produceva Fabergé, ma anche altri argentieri e smaltatori: piccoli doni pasquali e gioielli da portare con sé.
Ed eccoci al nostro.
Un minuscolo uovo-pendente in argento vintage, con smalti policromi: blu cobalto, verde, rosso e ambra si rincorrono in volute sulla superficie.
Alla base compare una cupola verde pallidissima, lucida e traslucida: giada… la “cupola” dell’uovo.
Non è disegnato per aprirsi ma conserva qualcosa di forse ancora più bello: la tradizione dalla quale nacquero anche le sue celebri uova. Quella di un popolo che per secoli regalò un uovo per raccontare qualcosa di immenso.
La vita che ricomincia. ❤️
