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Pesciolino snodato pendente gioiello argento e smalti
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IL PESCE CHE DANZA
Non è immobile. Basta prenderlo tra le dita perché questo minuscolo pesce cominci quasi a nuotare.
È uno dei dettagli più affascinanti di un piccolo gioiello appartenente alla produzione cinese destinata anche al mercato occidentale tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento: un pesce articolato in argento e smalti, lungo appena 4,5 cm.
Il corpo è costruito come una minuscola architettura mobile. Le squame, sovrapposte una all’altra e bordate d’argento, accolgono smalti traslucidi color arancio; sulla testa, sulle pinne e sulla splendida coda traforata l’arancio incontra invece un delicato turchese.
Poi ci sono l’occhio rilevato, le piccole sfere che percorrono il dorso e soprattutto gli snodi: elementi collegati tra loro permettono al corpo e alla coda di muoversi. Non è soltanto la rappresentazione di un pesce. È il tentativo di restituirgli la vita.
Piccoli pesci articolati in argento e smalto compaiono infatti nella produzione Chinese Export del primo Novecento: sono documentati esemplari datati circa 1920–30 e anni Trenta, realizzati come pendenti e costruiti proprio perché oscillassero con il movimento di chi li indossava.
E la scelta del soggetto non era casuale.
Nella cultura figurativa cinese il pesce possiede una storia antichissima ed è legato soprattutto all’idea di abbondanza e prosperità. La sua presenza nelle arti decorative precede di secoli questi piccoli gioielli: persino nell’arte imperiale Qing troviamo pendenti in smalto cloisonné costruiti intorno al motivo dei pesci.
La cosa che amo di più, però, resta il movimento.
Un gioiello grande appena 4,5 cm nel quale qualcuno, quasi un secolo fa, ha voluto racchiudere persino il gesto del nuotare.
