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Spilla primo ‘900 a guisa di ape, francese, in argento
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L’APE D’ARGENTO
Tre centimetri appena. Ma quasi dieci grammi di metallo e una presenza sorprendentemente scultorea.
Questa piccola spilla antica raffigura un’ape: il corpo fortemente rilevato, l’addome scandito in segmenti, le zampe e le quattro ali percorse da sottili nervature ne fanno quasi una minuscola scultura da indossare.
È risultata positiva al test a tergo, davanti invece sopravvivono diffuse tracce dell’originaria doratura. Il tempo ha consumato parte dell’oro lasciando riaffiorare l’argento sottostante: una superficie irregolare e bellissima che abbiamo scelto deliberatamente di conservare così.
Sul retro compare inoltre un minuscolo punzone ormai molto consunto, riconducibile alla tête de sanglier, la testa di cinghiale utilizzata a Parigi dal 1838 come petite garantie per piccoli lavori in argento 800‰. L’usura non consente un’identificazione definitiva, ed è per questo che preferiamo parlarne come di un’attribuzione prudenziale.
Ma l’ape, in Francia, racconta molto più di un insetto.
Napoleone la scelse fra gli emblemi della nuova dinastia imperiale: simbolo di immortalità e resurrezione, doveva idealmente ricongiungere l’Impero alle più remote origini della Francia. Le celebri “api” d’oro rinvenute nel Seicento nella tomba del re merovingio Childerico I furono infatti interpretate come antichissimi simboli della regalità francese.
E il gusto per gli insetti attraversò proprio la gioielleria naturalistica del XIX secolo: il Petit Palais conserva persino una spilla dei Fannière frères, datata circa 1871, sulla quale una piccola ape cammina fra i giunchi.
Per costruzione e linguaggio stilistico proponiamo per questa spilla una datazione di primo ‘900.
Una piccola sopravvissuta francese. E forse è proprio questo il significato più bello dell’ape: ciò che attraversa il tempo e continua a vivere.
