ModernariaMente
Stupendo porta cipria e specchi pendente da Chatelaine con incisione Lucile, ca 1920
Couldn't load pickup availability
A volte basta un nome inciso per aprire una porta sul passato. Questo piccolo portacipria racchiude un’eleganza che non si vede più: la luce morbida dei salotti Belle Époque, il profumo di cipria e musica, il gesto lento di una giovane donna che si osserva nello specchio prima di uscire. Il suo nome è inciso con una grazia sottile: Lucile. Una sola L, come si usava in Francia tra fine Ottocento e primi Novecento. Una scelta elegante, forse anche un vezzo, forse un modo per distinguersi. Lo apri e lo specchio è ancora capace di restituire un riflesso limpido dopo più di cento anni. Fuori a tergo, un trionfo di strumenti musicali a rilievo: trombe, tamburelli, nastri e foglie d’alloro. Dettagli che non sono solo decorazione, ma un indizio. Forse Lucile studiava musica. Forse qualcuno glielo regalò per augurarle coraggio prima di un concerto. O forse era un dono d’amore, scelto tra mille oggetti proprio per ciò che evocava. Il metallo argentato conserva quella patina dolce che il tempo lascia solo sugli oggetti vissuti. Oggetti che sono stati portati, tenuti, aperti con gesti sempre uguali. E mentre lo tieni tra le dita, ti accorgi che ti viene spontaneo chiederti: quale storia accompagnava davvero questo piccolo segreto scintillante?
Portacipria/porta-specchio da chatelaine. Materiale: lega bianca argentata (non argento). Epoca: 1900–1920. Provenienza: Francia.
